e allora, andando in là, molto in là, si arriva alla suprema sapienza, che ha molto a che fare con una specie di sconfitta. così la frittata a 40 uova è fatta, si perde proprio l'interesse a vincere. tanto è sempre uguale.
che può succedere allora? che si prende gusto a correre tanto per correre.
correre è bello. perchè semplicemente la vita sempre corre, senza mai fermarsi. e noi dietro. come dei cani fedeli che non conoscono altri padroni. nè possono mai conoscerli.
dei padroni peggiori il pessimo è proprio l'AMORE. e voi non ci credereste mai, ragazzi, è LUI quello a cui vanno dietro tutti.
l'amore dopotutto è una trappola. uno sbaffo di sperma, un occhio smorto, la zona rifornimenti è sempre la più pericolosa. figuriamoci per la libidine, cui l'amore è la toccata e fuga in tema di piagnistei e di bellissime parole.
è tutta una questione di fughe, a pensarci bene, l'amore.
"tu mi vuoi? e allora non ti voglio io". "io non ti voglio? e allora sei tu che mi vuoi fino allo spasimo". un giochetto per bambini idioti.
la vera fortezza forse è solo la solitudine.
correre, dicevo.
tutti davanti, compreso l'amore naturalmente. e tutto il resto della carovana degli scoppiati dietro. così per darci un bonton
ci diamo all'assoluto.
qual è la verità allora?
la massa.
ma sia davanti che dietro si va sempre alla stessa velocità.
sia il campione che l'ultima schiappa si corre lo stesso la stessa strada con la stessa fatica.
la differenza fra i due?
la fortuna. l'ho già detto.
si può passare sia a destra che a sinistra. non si può fare altrimenti. bisogna stare molto attenti. cambi di direzione. la velocità della vita nasconde sempre tutti.
una volta mi sono comprata una signora alcolizzata e me la son messa sul comò. ci comprai pure un lettino di 15 centimetri. ma mi mancò la micromaterializzazione, così m'attaccai al tram. difficile godere con una pupazza piccola, da starci nientemeno che sul comò. la fantasia ci rende pazzi, ma solo se non è abbastanza potente. altrimenti può pure cominciare un grande romanzo russo.
comunque penso che sono i bambini che salvano ancora questo delirio di mondo.
il mondo tondo a me fa ridere un pò, era meglio il mondo piatto degli antichi, somiglierebbe di più a quello che è per davvero: una merda calpestata.
correre, allora. fratture o forature non valgono da alibi. bisogna correre e basta.
questa è la vera trappola dell'esistenza.
tra campi verdi e migliori. tenersi sempre nella linea della corsa.
il giro dell'inferno, con sprazzi di bellezza e di luce ogni tanto di lato.
vincere non se ne parla proprio. i veri saggi sanno molto bene che non vince nessuno.
non cadere, ecco, questo può essere già un successo.
si può stare solo temporaneamente in testa.
tutti.
classifica generale. ritardi. uomini in classifica. uomini pericolosi. allenarsi fregandosene della vittoria.
puntare tutto sul giro della vita.
ecco come farsi prendere almeno in considerazione.
in mancanza di altri, almeno da noi stessi.
almeno.
comunque senza la fortuna non esiste neanche l'amore.
nemmeno con la fantasia.
la molto discutibile scelta di lasciarci là, ragazzi.
a questa sburra di mondo, voglio dire.
una volta sei martello una volta sei chiodo.
stanotte ho pure pure sognato di comandare tre armate naziste in ritirata in Francia, tutti, ragazzi, ai bordi delle strade a festeggiare le batoste. tutti a aspettare i vincitori con un furore panico. la cosa strana era che queste armate erano 3 miei romanzi.
tutti ai bordi delle strade a aspettare con ansia i soliti vincitori: gli americani.
io come al solito in ritirata, con il mio panzer con le catene degli ingranaggi tutte rotte.
tutto comunque sempre e doverosamente di corsa.
corridori tutti sparpagliati per terra.
vincere. con l'amore si perde sempre, comunque ti vada, mi sembra che diceva pure il grande Kirkegaard.
la stessa condizione dell'anno scorso.
speriamo che gira la fortuna, così facciamo qualcosa di buono pure pure noi.
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